Alberto Manzi è stato Socialista è stato per tutta la sua vita un simpatizzante, poi attivista e poi dirigente politico SOCIALISTA . Disobbedire gli costò il posto. Era il 1981 quando il maestro Manzi si rifiutò di redigere le “schede di valutazione” per i ragazzi della sua classe. Perché non poteva bollare un ragazzo con un giudizio, dato che quel ragazzo cambia, si evolve nel tempo. E “marchiarlo” sarebbe stato un rischio per il suo futuro. Lo cacciarono da scuola, per questo. Nonostante gli enormi meriti che aveva, primo tra tutti aver alfabetizzato centinaia di migliaia di persone con il suo “Non è mai troppo tardi”. Se ne fregarono e gli tolsero persino lo stipendio. Lo scandalo fu però così grande che l’anno successivo dal Ministero gli chiesero di tornare e di convincersi ad adottare quelle schede. Lui, che aveva sempre avuto un gran senso dell’ironia, accettò e si fece fare un timbro ad hoc con cui bollava tutte le schede dei suoi ragazzi alla stessa maniera: “Fa quello che può, non fa che non può”. Quando dal Ministero protestarono per quel timbro, lui rispose: “non c’è problema, posso scriverlo anche a penna”. Alberto Manzi era questo. Intelligente, sensibile, arguto. Uomo straordinario, nel vero senso della parola. Si spegneva oggi, il 4 dicembre, dopo una vita di lotta e di impegno. Ricordarne anche quest'anno la figura, la storia e il lavoro fatto è indispensabile per costruire un’Italia diversa, più ricca di cultura, di educazione anche empatica, di abnegazione e senso del dovere. Un’Italia migliore. L. Cecchi Grazie...
Musica Brasiliana bellissima... https://youtu.be/m4E91CWyX74?si=QxaBAmgnytE-pn71 https://acr-crv.blogspot.com/2016/12/oscar-no-al-bullismo-e-museo-virtuale.html https://25092009messainduomoxsanpadrepio.blogspot.com/2009/12/blog-post.html NUOVO BANDO/REGOLAMENTO X L'OSCAR INTERNAZIONALE *No al bullismo... ed. 36a! OSCAR “NO AL BULLISMO e ALLA GUERRA, NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE e Si ALLA SALVAGUARDIA AMBIENTALE, Si ALLA SCUOLA DI DIFESA PERSONALE PER LE DONNE MALTRATTATE” EDIZIONE 36a edizione 2025/2026! OSCAR Internationale “No al bullismo e alla Guerra, NO alla violenza sulle donne e Si alla Salvaguardia ambientale, Si alla scuola di difesa personale per le donne maltrattate” “Personaggio pubblico” 36a Edizione - Giovanni Conti, Filippo Lillo Bosco, Giuseppe Landi, Don Luigi Farina, Mario Pedrabissi, Don Alberto Rozzoni, Giuseppe Merzario e Rocco Carota. Scuola CABRINI De Marchi .....Il 35 mo Vinto Giovanna Nasta .. e il 34 mo Vinto da Francesco Tuscano. Ora si parte per l...
Riceviamo e volentieri pubblichiamo...
RispondiElimina*Magia o realta?*
Alberto Manzi è stato Socialista è stato per tutta la sua vita un simpatizzante, poi attivista e poi dirigente politico SOCIALISTA .
Disobbedire gli costò il posto. Era il 1981 quando il maestro Manzi si rifiutò di redigere le “schede di valutazione” per i ragazzi della sua classe. Perché non poteva bollare un ragazzo con un giudizio, dato che quel ragazzo cambia, si evolve nel tempo. E “marchiarlo” sarebbe stato un rischio per il suo futuro.
Lo cacciarono da scuola, per questo. Nonostante gli enormi meriti che aveva, primo tra tutti aver alfabetizzato centinaia di migliaia di persone con il suo “Non è mai troppo tardi”. Se ne fregarono e gli tolsero persino lo stipendio.
Lo scandalo fu però così grande che l’anno successivo dal Ministero gli chiesero di tornare e di convincersi ad adottare quelle schede. Lui, che aveva sempre avuto un gran senso dell’ironia, accettò e si fece fare un timbro ad hoc con cui bollava tutte le schede dei suoi ragazzi alla stessa maniera: “Fa quello che può, non fa che non può”.
Quando dal Ministero protestarono per quel timbro, lui rispose: “non c’è problema, posso scriverlo anche a penna”.
Alberto Manzi era questo. Intelligente, sensibile, arguto. Uomo straordinario, nel vero senso della parola.
Si spegneva oggi, il 4 dicembre, dopo una vita di lotta e di impegno. Ricordarne anche quest'anno la figura, la storia e il lavoro fatto è indispensabile per costruire un’Italia diversa, più ricca di cultura, di educazione anche empatica, di abnegazione e senso del dovere. Un’Italia migliore.
L. Cecchi
Grazie...